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L’azienda STONE ISLAND ha una storia molto particolare alle spalle. 

Il marchio deve la sua nascita alla famiglia Rivetti che gioca infatti un ruolo fondamentale dalla seconda metà del XIX secolo nel distretto biellese della lana.
Nel 1872 fondarono un lanificio tutto suo: “Giuseppe Rivetti e Figli”, che poi si fuse con il gruppo torinese GFT (Gruppo Finanziario Tessile).
Alla fine degli anni ’70, dopo il secondo shock petrolifero, Marco Rivetti, cugino di Carlo, lancia il GFT nel prêt-à-porter internazionale.
Mentre il GFT stava prosperando  lo stilista Massimo Osti ha un’intuizione che segnerà la nascita di Stone Island.
Lui stesso crearà la Tela Stella dai teloni utilizzati per produrre le coperture dei camion sottoposti a un lavaggio “stone wash” estremo.
Con l’innovativo tessuto sviluppa una collezione di sette giacconi, che però poco c’entravano con lo stile di C.P. Company: ecco allora che il designer dà vita a Stone Island, scegliendo come logo la Rosa dei Venti applicata sui capi attraverso un badge di tessuto.
Il nome deriva da due vocaboli ricorrenti nei romanzi di Joseph Conrad, “roccia” e “isola” per l’appunto.
Osti prende ispirazione dalla storia del mondo militare, della
marina e dei capitani di ventura, per abiti che affiancano stile e praticità, rivolti agli avventurieri del 21esimo secolo.
Nel 1990 Osti lasciò e prese il suo posto un inglese designer Paul Harvey dando vita nel 1996 alla seconda stagione del Marchio STONE ISLAND. 
Dopo 12 anni in collaborazione, Paul, scelse di abbandonare la sua carriera e Carlo fu costretto a creare un team di design rendendosi conto che in quest’epoca è possibile far fronte a tutti gli aspetti di un mondo solo con più teste e visioni diverse: e questa è la Stone Island dal 2008 in poi.

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