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Nel 1830 l’inglese John Rich immigrò in Pennsylvania, dove fondò una piccola fabbrica di lana: oggi la conosciamo come Woolrich.

Erano delle umili acque ad alimentare il mulino, permettendogli di dare vita al tessuto che all’epoca andava a vendere a boscaioli, cacciatori e minatori che vivevano nella zona.

Anni dopo avrebbe utilizzato gli stessi materiali per dare vita ad una linea d’abbigliamento che fu indossata dai soldati che combattevano la Guerra Civile e persino per una spedizione nell’Antartico nel 1936.

Oggi i mulini sono stati trasformati in un museo in cui un fotografo è riuscito ad immortalarne i meccanismi dai grandi telai ad enormi pile di lana grezza.

Le modelle, vestite della nuova collezione autunno/inverno 2016 del brand, si sono letteralmente immerse nella storia di Woolrich. 

Rapidamente, Woolrich vide costruire intorno alla fabbrica negozi, punti di ritrovo e tutto quello che serviva per una città.

Involontariamente e senza alcuna pretesa umanistica, John Rich aveva posto le basi dei primi villaggi per lavoratori.

Oggi nel negozio Woolrich di Milano è stato creata la stanza del ghiaccio in cui provare i piumini a meno trenta gradi, e in primavera diventerà la stanza della pioggia.

Poi c’è un piccolo museo di capi storici, tra cui il completo da cacciatore creato negli anni trenta e la mantella rossa e nera  con il tessuto rimasto invariato dal 1830.

Nel 1985 ha cominciato la collaborazione con l’azienda italiana WP Lavori in corso, rilevata da Cristina Calori, imprenditrice bolognese che è diventata famosa nel mondo per l’Artic Parka.

* Si ringrazia vice.com,  wikipedia e ilgiornale.it dai quali abbiamo preso spunto

Woolrich, aperto a Milano il primo store esperienziale

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